Legge elettorale, la discussione in diretta da Bari

di Gianvito Rutigliano lunedì, 16 luglio 2012 ore 18:42

Emiliano, Fitto, Boccia, Sanza e Violante intervengono sulla questione della riforma del voto. Ancora porcellum? Gli operai OM Carrelli chiedono aiuto alle istituzioni

I dipendenti OM Carrelli

BARI - Parte l'introduzione di Dario Ginefra e del sindaco Michele Emiliano che saluta gli operai della OM Carrelli presenti in massa in sala. "Ci hanno chiesto aiuto".

OM - "L'azienda ci ha comunicato la chiusura della fabbrica per cessione di ramo d'azienda. Non è possibile che una nazione straniera venga in casa nostra a dettare legge. I tedeschi sono venuti in Italia per fare la terza guerra mondiale. Voi che conoscete le sale di potere, non ci abbandonate. Le 280 famiglie devono continuare a vivere nella propria terra. Chiudendo stabilimenti non facciamo altro che impoverire la nostra regione fantastica. Grazie a chi ci sostiene e ci auguriamo che qualcosa possa accadere".

"Nei giorni scorsi abbiamo inviato una lettera a Regione e istituzioni per tavolo tecnico per seguire progetti. Ancora non abbiamo avuto risposta da Regione per seguire progetti insieme a disponibilità dipendenti".

Michele Emiliano: "La globalizzazione nel caso della OM Carrelli dà il segno della sua portata devastante. Gli interessi delle multinazionali non possono prevalere sui diritti dei cittadini".

Angelo Sanza (UDC): "Da rimuovere vizio. Legge elettorale è conseguenza di assetto istituzionale democratico della Costituzione. Non è pensabile che cominciamo dai piedi per arrivare alla testa. Non pensabile di cambiare legge elettorale forzando modifica Costituzione. Sapevamo che opinione pubblica aveva denunciato presenza parlamentare di nominati e non di rappresentanza degli italiani. Sono passati quattro anni e mezzo. C'era tutto il tempo anche di cambiare assetto istituzionale del Paese, con commissioni parlamentari preposte o con commissioni ad hoc. Cambiamo legge elettorale sempre alla vigilia del voto e non va bene. Non diamo tempo ad elettori quale tipo di confronto proponiamo. Indegno posizionamento a seconda dei sondaggi. Non avrei motivo per essere contrario a collegi uninominali, ma dovremmo avere candidati scelti da territorio di quel collegio stesso. Leggendo la pochezza dei partiti non abbiamo altra strada che le primarie, ma non come in Italia negli ultimi anni, non sono primarie accettabili. Vanno regolamentate per legge. Resta solo affidarci alle preferenze. Più preferenze si danno (quattro) meno rischio di inquinamento del voto c'è. Sono per forte premio di maggioranza".

Francesco Boccia (PD): "Primarie sì, ma ci sono limiti. Non abbiamo mai votato il porcellum, ma anzi l'abbiamo sempre osteggiato. Vanno unite governabilità (meglio maggioritario) con rappresentatività (proporzionale). Dobbiamo partire da cosa è successo negli ultimi 20 anni e deficit di credibilità classe politica. Deficit certamente aumentato da porcellum. Se partiti fossero i migliori possibili, con questa legge sceglierebbero i migliori. In Italia non è così. Favoriti partiti personalistici, con nomi all'interno dei simboli. Persino il PD alla sua nascita puntò su un modello di 'partito leggero'. In Movimento 5 stelle c'è uno davanti al computer che dà ordini e tutti eseguono, invece bisogna discutere nelle sezioni in cui si dovrebbe trovare punto di raccordo sulle vite di tutti. Dal mio punto di vista l'obiettivo principale è cancellare il porcellum. Mediazione con altre forze politiche con cui condividiamo sostegno a Governo Monti: strada migliore sarebbe proporzionale integrandolo con forte premio di maggioranza a partito principale, con quota preferenze (80%) uomo/donna e il resto con listini bloccati. Rifuggo da chi dice che preferenze inquinino voto. Chi sa che rischio voto di scambio, non candidi quel personaggio".

Michele Emiliano (PD): "Il popolo italiano vuole scegliere il premier. Stiamo lavorando per questo o come in Germani spetta al partito di maggioranza relativa? Questa legge da Berlusconi per limitare danni per esigenze tattiche ma pure per constatazione storica dell'incapacità dei partiti di eleggere persone che rimanesse fedele a programma. Singolo parlamentare sottoposto a forte legame con partito. Berlusconi maggioranza tra le più larghe e crisi, infatti, non è stata parlamentare ma personale. Partiti così possono dare massima influenza su gruppi parlamentari. Dobbiamo trovare sistema per restituire ruolo a rappresentanza parlamentare. Sindaci principali orfani dei deputati. Una volta di fronte a crisi aziendali o altre necessità, l'interlocutore naturale del territorio era una coppia tra sindaci e deputati. Nessun sindaco mai sognato di trattare con sufficienza deputato, anche perché la vita dell'uno poggiava le basi su quella dell'altro a livello elettorale. Ora leaderismo, ma in realtà è totale solitudine. Se chi ha fatto questa legge la cambiasse, sarebbe segno di grande senso di colpa. Se è vero che non va cambiata a fine legislatura è difficile anche che succeda all'inizio. Credo che rassicurati sulla volontà che credete di riformulare: non si possono lasciare le cose come stanno. Non si può chiedere di scegliere solo il partito senza influenzare la presenza personale nel Parlamento".

Raffaele FItto (PDL): "Siamo dell'idea di modificare legge elettorale attuale. Se rimanesse attuale legge solo dei pazzi potrebbero confermarla anche dal nostro punto di vista. Personalmente porto l'esperienza del gruppo PDL deciso verso la modifica. Esperienza italiana è del tutto particolare. In ipotesi legge elettorale ci fu blocco premio maggioranza a Senato. Va ricordato che da 1994 a 2006 abbiamo avuto legge elettorale con collegi uninominali con 25% di listini bloccati che non è che abbia dato grande garanzia governabilità. Collegi uninominali oggi porterebbe l'unione di partiti con posizioni clamorosamente distanti tra loro. Modalità selezione classe dirigente e critica a inquinamento del voto: critica generica, campata in aria perché per Comuni e Regioni sistema elettorale funziona. Preferenze comportano rischio uso fuori luogo di meccanismi poco chiari quanto il proporzionale. Insiti in comportamenti, non in sistemi elettorali. Non mi sembra che nei gruppi parlamentari si possa dire che costituiti solo per competenze e professionalità. Richiamo Napolitano è molto positivo. Noi puntiamo su presidenzialismo, è la condizione con cui ci presentiamo a ipotesi riforma. Personalmente auspico almeno sistema delle preferenze. Grillo occupa spazio lasciato da politica, penso sia solo protesta e il caso del Comune di Parma sembra dimostrarlo. Tema governabilità lo vedremo dopo le elezioni. Si può prevedere uno sbarramento al 5%".

Luciano Violante (PD): "Preoccupazione per OM. Molte aziende buone in Italia in difficoltà per 'rischio Paese'. Stretta connessione con tema di oggi. Legge elettorale è mezzo per raggiungere determinati risultati. Nessuna legge di per sè dà stabilità se non ce l'hanno partiti

Preferenze: il problema degli imprenditori nelle liste esiste comunque. Io non sono favorevole: costano molto, perché mi devo far conoscere. Parliamo di bacini di oltre due milioni di persone in cui devi confrontarti, se sei un outsider, con chi già conosciuto o chi ha disponibilità economiche. Per farsi conoscere servono passaggi televisivi. Con collegi costi ridotti e possibilità di emergere più alta per chi giovane e competente. Non è impossibile combinare le proposte.

Per primarie per collegi devono votare gli iscritti ai partiti

Proposta presidenzialismo: centrodestra non ha fatto proposta quando aveva i numeri per farla. Dire che è un'istanza storica non è giusto. E' della destra di Forza Italia che ogni tanto emergeva. Non ho nulla contro il semipresidenzialismo, ma servono nove leggi di sostegno. Non due camere con indirizzo politico se presidenzialismo. Deve cambiare ruolo Senato. Che si elegga una commissione redigente di riforma, senza parlamentari. Dobbiamo trovare un impegno in questa legislatura

Questione antipolitica: corriamo il rischio di situazione del 1994. Non hanno canone di ragionevolezza per risolvere i problemi, con populismo e argomenti violenti. Ingresso di soggetti del genere in ambito politico così debole cambia il sistema".

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