Be My App, l'innovazione ha casa a Bari

di Antonella Ardito lunedì, 28 novembre 2011 ore 15:35
Ordinare una torta via smartphone ora è possibile: giovani aziende e giovani idee dalla Fiera del Levante sono pronte per rendere il mondo più "usabile"

La presentazione delle applicazioni

Bari - Post-it a forma di I-Phone, una grande stanza nel vecchio padiglione del Mezzogiorno della Fiera del Levante e centinaia di giovani menti che per due giorni hanno condiviso un sogno, notebook alla mano. E’ il popolo di Be My App, il contest dedicato allo sviluppo delle applicazioni per smartphone e tablet voluto a Bari da Nicholas Caporusso, primo classificato nel 2008 con il bando Bollenti Spiriti e con un prodotto, un guanto per i sordo ciechi, destinato a migliorare l’interazione con il computer delle persone colpite da questa diversa abilità. Un genio per noi comuni mortali, tantissimi genietti dell’informatica, in tanti laureati presso il Politecnico e l’Ateneo di Bari ma anche ragazzi arrivati da Avellino e da altre parti d’Italia, soprattutto uomini, che hanno realizzato in 48 ore 10 delle 27 idee presentate nel pomeriggio di venerdì scorso.
Progetto vincente è Cake Design, un’applicazione che permette di scegliere quali tipi di torta “all’americana” o prodotto dolciario ordinare dal negozio barese di Giusy Verni, una giovane pasticcera di Sannicandro che dagli Stati Uniti ha portato questo innovativo modo di presentare torte e tortini. Al secondo posto il progetto Easy OCR, per decriptare i file scansionati mentre al terzo posto si è piazzato il progetto "#nofreejobs" che declinato in italiano sarebbe “gratis non si lavora”, destinato a segnalare le proposte di lavoro indecenti: gli utenti dell’applicazione valutano la validità delle proposte di lavoro messe in rete.

Ma le applicazioni presentate a Be My App sono state di diverso genere: c’è chi con You Mayor ha pensato di declinare il City Ville di facebookiana memoria e il concetto a volte abusato di Smart City in un gioco sulla propria città, visto che ci sono 14 milioni di persone nel mondo che giocano a costruirsi una città ideale ci si può provare con la propria, “ma nella nostra app se provi a costruire su Punta Perotti arriva a Emiliano Bot e fa saltare i palazzi – spiega uno dei ragazzi del team – ma pensiamo che si possa portare il gioco nelle scuole per dare ai ragazzi contezza dello sviluppo città ma anche far entrare il gioco nella rete commerciale, con la promozione a pagamento dei singoli  negozi”.

Da segnalare anche l’applicazione Che Pizza, con la quale poter ordinare direttamente dallo smartphone la propria pizza preferita, evitando di aspettare un’ora al telefono e scegliendo tra la pizzeria meno costosa ma che garantisca una buona qualità-prezzo: “Ogni anno consumiamo noi italiani 8 chili di pizza – spiegano i giovani sviluppatori - a Bari ci sono 480 pizzerie censite, con un costo di adesione di 90 euro a pizzeria potremmo offrire questo servizio”.

Ricorda invece il vecchio telefono sui tavoli di uno dei primi locali allestiti a pub nei pressi della Facoltà di Lingue l’applicazione First Move, un social network per rompere il ghiaccio. “Vedi una ragazza che ti colpisce in un locale ma per timidezza non ti avvicini – spiega Marco a nome del team – all’app bisogna essere iscritti e serve semplicemente per creare il primo contatto, non ci sono profili da vedere ma semplicemente un nome. Il telefono cerca tramite Gps o bluetooth la persona e se è nell’arco dei 30 metri ti permette di metterti in contatto”. Piccole icone come un ciao e un mazzo di fiori, per giocare sul filo dell’amore. Ma Be My App è stata competizione vera: qualche mugugno alla fine per le scelte della giuria, nella quale c’erano docenti, giornalisti e esperti dei progetti giovanili presentati in questi anni nell’ambito di Bollenti Spiriti. Aldilà dei premi, delle applicazioni da rifinire o di coloro che non hanno rispettato in toto le regole del gioco, resta però l’intuizione vincente di Nicholas Caporusso e del suo gruppo di lavoro: anche a Bari è possibile creare nuove e buone cose.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   
  1. Ardito Antonella 28 novembre 2011, ore 23:51

    Grazie per la precisazione Piero, invitiamo tutti i lettori a cliccare sul link per scoprire l'applicazione BitBuddies.

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