Consuntivo da ritirare: l'allarme di Meleleo sul bilancio comunale

di Antonella Ardito lunedì, 28 maggio 2012 ore 00:54

Chi sarà il candidato sindaco del Pdl a Bari? "Sto facendo un bando di gara per trovare una chiromante". Seconda puntata del viaggio nelle commissioni consiliari del Comune di Bari. Dopo l'intervista a Marco Emiliano oggi è il turno di Francesco Meleleo, presidente della II commissione Bilancio e Tributi

Il consigliere del Pdl Francesco Meleleo

Bari - Giorni caldi nella commissione consiliare Bilancio, presieduta da Francesco Meleleo, consigliere comunale eletto per la prima volta nelle fila di Forza Italia nel 1999, dottore commercialista e profondo conoscitore delle pieghe del bilancio comunale. Meleleo mette in evidenza il debito fuori bilancio da 40 milioni di euro, dopo le sentenze esecutive emesse a favore del Consorzio Stadium e dell’Impregilo  per vecchi contenziosi relativi alla costruzione dello Stadio san Nicola e dell’Asse Nord Sud. Il bilancio consuntivo 2011 sarà discusso il 7 giugno, mentre il previsionale 2012 deve essere approvato entro il 30 giugno.

Se non si approva il primo non si può applicare l’avanzo di amministrazione, e il bilancio previsionale deve ancora arrivare in commissione

DOMANDA Cosa state facendo in commissione Bilancio e tributi?

RISPOSTA Stiamo valutando il rendiconto di gestione del 2011, e a nome dell’intera commissione ho chiesto al direttore della Ragioneria comunale di inviarci della documentazione: la situazione economico-finanziaria del Comune non è delle migliori, perché ci sono due sentenze, quelle che per ora conosciamo, mi riferisco all’Impregilo e al Consorzio Stadium, che insieme valgono 40 milioni di euro, 26 la prima, 16 l’altra. Abbiamo un avanzo di amministrazione di 134 milioni di euro.

D. Che non possono essere spesi per il patto di stabilità?

R. Io sto approfondendo il bilancio consuntivo, non mi quadra il perché la sentenza Impregilo, che era già esecutiva a luglio 2011, non è stata recepita nelle scritture contabili dell’ente: io mi rendo conto delle difficoltà di Giannini e della ragioneria. A questo bisogna aggiungere il fatto che ogni dirigente di ripartizione ha l’obbligo di comunicare se ha debiti fuori bilancio. Queste sono le carte che ho richiesto, capire se al 31.12.2011 sussistevano debiti fuori bilancio. Io non voglio entrare nel merito e fare polemica politica, ma mi pongo dal punto di vista asettico. Tecnicamente io valuto che nel rendiconto non sono stati conteggiati quei debiti potenziali. Lo stesso segretario generale del Comune di Bari Mario D’Amelio si è rifatto alle sentenze della Corte dei Conti e ha detto a tutti i dirigenti di provvedere a pagare le sentenze esecutive prima che il mancato pagamento comporti ulteriori danni per le casse comunali. Questo, fermo restando che il riconoscimento della legittimità del debito può essere fatta a posteriori dal consiglio comunale.

D. Quindi lei si chiede perché non è stato inserito in bilancio il debito.

R. La sentenza di appello verso Impregilo ci vede soccombenti come Comune, era già esecutiva a luglio 2011 e pare che abbiano già avviato le procedure di pignoramento. E’ certo che il debito era conclamato.

D. Un bilancio quindi a pezzi, non bastavano già i tagli da Roma?

R. Tutti gli enti locali per reperire le risorse, necessarie a garantire i servizi essenziali e nella solidarietà sociale. Ma resta il danno che deriva dalle sentenze: se il 4 giugno avremo l’ordinanza di assegnazione, cioè il giudice dirà al Comune paga e basta e non si riesce ad ottenere una transazione sul quanto e sui tempi, io la vedo nera. Io spero nell’interesse della città e non per l’interesse di questo Sindaco, del quale non condivido il modo di gestire la cosa pubblica, che la transazione ci sia, che si riduca l’ammontare del debito e che ci sia la rateazione. Però questo debito si riconduce sotto il titolo II del bilancio comunale, che riguarda le spese di investimento. Questo significa che sarebbero bloccati ogni forma di pagamento delle aziende che hanno effettuato lavori ad esempio nei settori dell’edilizia pubblica e della manutenzione strade. Dovremmo dire agli imprenditori che da qui a due anni non possono essere pagati.

D. E’ la fine  quindi.

R. A meno che la maggioranza decida di non rispettare il patto di stabilità, come fu ventilato due anni fa. Le sentenze Impregilo e Consorzio Stadium dovevano essere prese di petto: loro dicono che la responsabilità è di Simeone Di Cagno Abbrescia ma in realtà l’amministrazione Emiliano ha gestito la questione male, doveva valutare prima della sentenza di secondo grado e cercare la transazione. Oggi un’azienda che ha vinto in due gradi di giudizio e ha un titolo esecutivo, come può rinunciarci e andare a transare?

D. Dovendo pagare per le due sentenze, il Comune di Bari cos’altro rischia oltre al disavanzo e la violazione del patto di stabilità?

R. L’ultimo problema è la riduzione delle indennità di consiglieri, c’è anche il blocco delle assunzioni e l’impossibilità di chiedere mutui alla Cassa depositi e prestiti. Il rendiconto secondo me va ritirato, è inattendibile, non manifesta la reale situazione del Comune di Bari e quindi va rettificato. Io chiederò lumi anche al Collegio dei Revisori dei Conti. Gli organismi tecnici, l’avvocatura in primis dovevano valutare queste situazioni. E non conosciamo debiti fuori bilancio relativi ad espropri e tutto il resto.

D. Il sindaco Emiliano ha chiesto al centrodestra in consiglio comunale di aiutarlo a trovare gli sprechi e di condividere il bilancio.

R. La sua è un’affermazione capotica: io ho sempre denunciato contributi a go-go, soprattutto durante la scorsa campagna elettorale, in particolare ad associazioni sportive e non, stemmo due ore a discutere con l’assessore allo Sport Sannicandro. Emiliano in quel caso non disse ‘probabilmente abbiamo esagerato’. Ci ha deriso: ora chiede appoggio per non fare da solo una figura meschina perché è necessario aumentare le tasse. Lui si è sempre rivolto alla sua sinistra, non ci ha mai guardato in consiglio comunale. Io ad esempio con la Capano (durante la prima consiliatura Emiliando ndr) ho lavorato per il cambio della tassazione sull’addizionale. Ma poi non se ne è fatto nulla. A Giannini (l’assessore comunale al bilancio ndr) due settimane fa ho chiesto un incontro: io capisco le difficoltà di questo momento, ma ancora non ci siamo visti.

D. Chi deve versare lacrime e sangue tra i baresi per sostenere questo bilancio comunale?

R. Tutti, ma non ci stanno coinvolgendo nella loro valutazione sulle aliquote Imu e sull’eventuale aumento della Tarsu che alcuni ventilano.

D. Ma secondo Lei dove bisogna tagliare?

R. Alle aziende ex municipalizzate: quante volte ci sono stati prelievi dal fondo di riserva con assegni da 500mila euro per servizi aggiuntivi all’Amiu? Io non voglio dire che noi eravamo migliori ma ora non abbiamo una città più pulita. E poi bisogna ridurre i servizi e anche le contribuzioni a pioggia: anche nel sociale bisogna ridurre, ci sono associazioni sterili, che non danno nulla.

D. E i costi della politica non bisogna tagliarli?

R. Facciano pure con i tagli sui gettoni, ma io per questione di principio voterò contro la violazione del Patto di stabilità, perché bisognava gestire meglio la situazione del bilancio. Sui costi della politica incidono molto i rimborsi ai datori di lavoro: io ad esempio non costo molto, perché tra Provincia e Comune si compensano, sono tra enti locali. Se fossi un dipendente e facessi 50 ore di commissione al mese costerei tanto come rimborso che il Comune concede al datore di lavoro.

D. Una domanda che non ha nulla a che vedere con il bilancio; chi è il prossimo candidato sindaco per il Pdl a Bari?

R. Sto facendo un bando di gara per trovare una chiromante, ma ho difficoltà a fare il capitolato. Non me lo chieda, non so proprio chi possa essere.

 

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   
  1. Piscitelli Gabriele 12 giugno 2012, ore 07:23

    Eppre dopo questo articolo sicuramente letto dai componenti dell'Amministrazione di Michele Emiliano, non nè, hanno tenuto della linea della normativa 241/1990 dove in essa/o cita che l'Amministrazione non deve "aggravare" il procedimenti e in questi casi le associazioni Politiche di Maggioranza parebbe che si sono schierati non in fede alle normative e della non gestire ho far risultare al loro dire che le Delibere e le determine sono messe da loro stessi nel SACCO. Allora che dire mai più le associazioni che operano in mala fede nel Palazzo di Citta, con dirigenti consensienti non in fede.

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  • 85 babi

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