Emiliano, nessun collaborazionismo col centrodestra

di Antonella Ardito giovedì, 3 maggio 2012 ore 16:55
Il sindaco di Bari vuole capire dove tagliare le spese e non vuole essere accusato di aumentare le tasse

Bari - "Il governo Monti, sostenuto insieme da Pd, Pdl e Udc, ha approvato la legge sull'Imu: metà del gettito dobbiamo lasciarlo allo Stato. Io non chiedo collaborazionismo, ma chiedo di capire dove tagliare le spese e non voglio essere accusato di aumentare le tasse". Taglia corto Michele Emiliano, sindaco di Bari, accusato nei giorni scorsi dal centrodestra barese di aver aumentato la pressione fiscale, invitato ad azzerare la sua giunta e a varare un governo tecnico. "A Monti dobbiamo dare metà del'Imu ma io sono disposto a modificare il bilancio se loro ci dicono di tagliare spese superflue, per compensare così la pressione fiscale. Altrimenti andiamo in default e scattano le tasse al massimo: è quello che non vogliamo. Dieci anni fa fu proprio Simeone Di Cagno Abbrescia a proporre da sindaco un aumento della pressione fiscale e fu la sua maggioranza, che mi contesta adesso, a mandarlo via". Se Emiliano invita il centrodestra alla coesione, anche per dar credito all'alleanza che a livello nazionale sostiene l'operato di Monti,spetta a Gianni Giannini, assessore comunale al Bilancio fare i conti della serva ed attaccare il centrodestra in consigio comunale: "Non vadano a spulciare tra le consulenze, ne abbiamo fatte per 20mila euro, non ci sono sperperi. E la loro ipotesi del'Imu al due percento non è praticabile, si vede che non hanno fatto analisi del bilancio. Abbiamo spese fisse per 338.561.000, le entrate dell'Imu sono previste a 219.367.000 per la prima casa e a 132.584 mila euro per la seconda. Se prendiamo come riferimento il 2007 ci mancano quindi 51 milioni di euro". L'aliquota non è stata ancora definita dai comuni, è certo solo che il 16 giugno bisogna pagare la prima tranche dell'Imu con aliquota al 4 per 1000 per la prima casa e al 7,6 per 1000 per la seconda. Entro settembre il Comune deve comunicare la sua sceta al governo e quindi il saldo sarà fatto in quel momento, "ma il governo Monti si riserva a sua volta di ritoccare l'aliquota - ricorda Giannini - se non dovessero bastare. Il problema però resta, e non possiamo usare quei 138 milioni di euro di avanzo di cassa, destinati alla tesoreria unica". Giannini attacca ancora ricordando che il Comune di Bari ha l'Irpef allo 0,5% "e quindi chi dice che la nostra è una politica fiscale aggressiva e vessatoria dice il falso". Certo è che servono sacrifici, e il bilancio da approvare entro un mese dirà chi dovrà pagare per davvero: ma intanto Emiliano rilancia. "Chiedono di dimettermi, ma se lo faccio il Pdl poi con chi dovrà parlare?"

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