Cornacchia (Giovani Udc): "Dobbiamo meritare il ricambio generazionale"

di Gianvito Rutigliano giovedì, 25 ottobre 2012 ore 07:30

Riunioni fino a tarda ora, su e giù per la regione in macchina. Con i propri soldi. Ma non parlategli di rottamazione

Michele Cornacchia

Michele Cornacchia, 28 anni, ingegnere e da otto in politica con i Giovani dell'Udc. Una trafila partita da quando aveva 20 anni, fondando il primo circolo degli under 30 del partito nella sua Altamura. In un paese è più facile - paradossalmente - avvicinarsi alla politica: il classico ragazzo impegnato nell'oratorio, con la voglia di cambiare le cose: "All'epoca le mie alternative erano Margherita o Udc e mi sono accostato in sezione con il classico 'perché non ti fai vedere' da chi già c'era. Abbiamo cominciato in quattro. Ora abbiamo cento circoli su 259 paesi pugliesi, non male per un partito che viaggia sul 6%. Ancora oggi non rinuncio mai alle riunioni settimanali, ne perderò due o tre in tutto l'anno". L'inizio è sempre lo stesso: volantinaggio, lavoro manuale ma pure iniziative e riflessioni su quanto succede nel proprio Comune, unica maniera per aggregare nuovi iscritti. "Per noi è molto più difficile rispetto ai grandi partiti, possiamo puntare solo sui territori e sulle iniziative per convincere i più piccoli ad avvicinarsi, soprattutto durante le campagne elettorali e insegnare loro qualcosa, visto che non esistono più le scuole di politica. Non è il simbolo del partito che può tirare, non vendi niente".

Non sembra che manchi entusiasmo. Tempo e soldi forse sì. "Chiudo il mio studio ogni giorno alle 20. E se serve devo mettermi in macchina e guidare verso un paese dov'è richiesta la mia presenza. Rimettendoci di tasca mia, il partito non ci passa niente. Il sabato e la domenica, invece, servono a 'camminare'. Passeggiare per le strade, parlare con la gente, farsi vedere insomma". Eppure le notizie negative legate alla politica rischiano di minare l'energia: "Non tiro mai la gamba indietro e quando ci sono stati problemi mi sono sempre rivolto ai nostri vertici nazionali, ma le delusioni sono sempre dietro l'angolo. E a chiedermi 'chi te lo fare?' sono sempre più persone".

E i rapporti con i "grandi"? C'è un carattere più provinciale negli incontri con i consiglieri regionali o con i parlamentari, a seconda della vicinanza geografica. "Mi sento quotidianamente con Filippo Barattolo (segretario provinciale) e Peppino Longo (consigliere regionale) e ho rapporti continui con il regionale Angelo Sanza". Il senso del partito è ancora alto ("se chiedessero di candidarsi anche all'ultimo posto di un listino bloccato, bisognerebbe farlo"), la voglia di mettersi in gioco è tanta, ma senza parlare di rottamazione. "Siamo i più anziani in Parlamento, probabilmente. Ma il ricambio dobbiamo meritarlo. Il merito non ha niente a che vedere con l'età: anche uno come De Mita (ottantaquattro anni, undici mandati da deputato, due da europarlamentare e una vita nelle istituzioni, ndr) può meritare lo scranno se è capace. Ce lo dice sempre Casini: dovete dimostrare di essere più in gamba".

 

Leggi il nostro reportage completo: "Ricambio generazionale, il nostro viaggio tra giovani e politica"

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  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

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  • PeterurgesEF Peterurges

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  • serra antonio

    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

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