Fiera del Levante, cose da vedere e da capire

di Antonella Ardito domenica, 9 settembre 2012 ore 13:27

FOTOGALLERY Un giro tra gli stand e qualche riflessione a margine

Attorno alla fontana monumentale le immagini delle edizioni passate della Fiera del Levante

Bari - Com’è la Fiera del Levante 2012? E’ una domanda che molti baresi si stanno facendo in queste ore, pronti anche a spendere tre euro per visitarla o con il “mal”ritrovato biglietto omaggio: perché già ieri mattina le code alle casse in attesa dell’apertura erano più lunghe dove si convalidavano gli inviti e non dove si acquistavano. Biglietti omaggio, distribuiti da aziende, gruppi politici, organizzazioni di vario e non chiaro tipo che hanno comprato le mazzette di biglietti ad un euro e cinquanta centesimi e che sono diventati un regalo per clienti, amici e parenti oltre la settima generazione. C’è qualcosa di gattopardesco in questo ma varcando i cancelli dell’ingresso orientale la percezione della diversità c’è: una distesa di auto, di tutti i tipi e di varie marche accoglie il visitatore che vorrebbe ma non può avvicinarsi alle luccicanti carene perché la benzina alle stelle gli impedisce mentalmente di cambiare l’auto.

Proseguendo, oltre gli stand istituzionali delle Forze dell’Ordine sulla sinistra si erge il grande nuovo padiglione da 18mila metri quadri: ai suoi piedi non c’è più il prato inglese ma del rigoglioso basilico, fiori e tenere zucchine e insalata, un’alternativa ortologica a peonie e altri fiori che fa sorridere ma anche riflettere sul valore della terra, sulla necessità di non sprecare suolo in un mondo che vede aumentare i suoi abitanti ogni giorno di più. Dal nuovo padiglione inizia la grande Elle sulla quale si sviluppa la Fiera del Levante edizione 2012. All’interno a farla da padrone sono i mobili e i divani: alla fine del padiglione piccolo-grande spazio all’arte e poi in continuità il salone per l’edilizia abitativa. Scale moderne, pavimenti, arredo-bagno, pannelli solari. Fuori i mobili da giardino e anche i vecchi espositori di utensili in rame. La hall di via Verdi invece è la casa dell’enogastronomia e dell’Assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari: qui ad esempio ogni giorno ci saranno i bambini delle scuole che impareranno a fare il pane, a capire le differenze di gusto e di  olfatto tra legumi e ortaggi con i laboratori delle Masserie Didattiche, ai quali ci si può iscrivere direttamente in Fiera. Oltre i caciocavalli e il pane di Altamura si apre il suk, la vecchia Galleria delle Nazioni. E’ lo spazio dove fa più caldo e dove molti espositori non sono ancora arrivati, ma è strano vedere che la folla più grande di curiosi si concentri attorno ad uno stand del Pakistan dove si vendono a 10 euro portafogli di Renato Balestra. Un work in progress in attesa delle prime sfilate è lo spazio 10 destinato alla moda e al design mentre l‘ex padiglione di Agrimed oggi ospita The Hub, il grande incubatore di giovani menti di Puglia, pronte a fare auto impresa, strizzando l’occhio all’innovazione e al risparmio dei costi di gestione. I padiglioni che si affacciano sulla fontana monumentale ospitano la Fiat, la Regione Puglia e la Provincia di Bari. Dove l’anno scorso c’era il comune di Bari con la sua idea a candidarsi a Capitale della Cultura per il 2019 c’è la bella mostra dell’architetto Michele De Lucchi, mentre è vuoto il padiglione che negli anni scorsi ha ospitato le mostre sul Corridoio 8, scomparso anche dai programmi degli incontri e dei convegni della Fiera del Levante.

Il padiglione blu di Confindustria invece ospita Pugliasounds e l’attività promozionale per la seconda edizione del Medimex, in programma in Fiera del Levante a novembre. A tener accesa la zona monumentale, con l’ingresso sul mare chiuso, c’è solo la mostra con gli scatti di Bari in tre dimensioni a firma di Vincenzo Catalano nel palazzo dell’Acquedotto Pugliese. Poi c’è il silenzio e il vuoto, come quello che ha caratterizzato il quarto e quinto ordine del Teatro Petruzzelli e metà della Sala Tridente il giorno dell’arrivo di Mario Monti  a Bari. Accanto ad una Fiera rumorosa e percorsa, cosparsa di cartelli che indicano le modalità per scaricare le applicazioni sugli smartphone, c’è una Fiera silente, dove campeggiano grandi rendering del futuro centro congressi e zolle di prato per un campo da golf che ha preso il posto del padiglione di Paulicelli. E’ una Fiera diversa da quella che il barese conosce: sotto il grande nuovo padiglione sono in tanti alle due del pomeriggio a ripararsi dal sole, pronti a gustarsi un panino portato da casa. E’ una Fiera che prova a dimenticare il passato ma che non ha ancora ben chiaro quale sia il suo futuro: la parola transizione dura da troppo tempo, rischia di diventare desueta anche lei.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

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  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

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  • PeterurgesEF Peterurges

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  • serra antonio

    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

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