Consulta degli studenti, la risposta dei dottorandi

di Margherita De Quarto giovedì, 7 giugno 2012 ore 18:10

Alla polemica sollevata da Davide Ferorelli, i dottorandi ribattono: I nostri rappresentanti hanno pari diritto di voto rispetto agli altri

 

Bari - Si è eletto ieri il Presidente della Consulta degli studenti. Un compito meno facile di quello che si potrebbe immaginare. Non avendo raggiunto la maggioranza assoluta nella prima votazione, infatti, i componenti della Consulta, hanno dovuto votare una seconda volta. Ma alla fine di questa seconda votazione, che ha visto vincere Giovanni Vecchio – Studenti Democratici, con 16 voti su 34 votanti, 6 schede bianche e 12 nulle, un gruppo di studenti di area Azione Universitaria ha chiesto di poter visionare le schede nulle. Una richiesta che in poco tempo ha sollevato un polverone di polemiche. Sulle schede nulle c’era scritto “senza padrone”. Il riferimento, come ha spiegato Davide Ferorelli – Studenti per medicina, è al peso dei dottorandi sulla scelta del Presidente. “Che i dottorandi siano stati l’ago della bilancia, forse non è piaciuto a chi ha scritto sulla propria scheda “senza padrone”. Ma la mia è solo un’ipotesi”, ha affermato Ferorelli.

Oggi i dottorandi rispondono alle “ricostruzioni inesatte” fatte dalle associazioni che li hanno chiamati in causa.

"L’associazione dottorandi e dottori di ricerca è presente nella Consulta con 3 rappresentanti con pari diritto di voto rispetto ai 33 membri della componente studentesca e degli specializzandi.

Da subito la nostra posizione in merito all’elezione della presidenza è stata quella di cercare una convergenza con quei soggetti studenteschi con i quali abbiamo condiviso percorsi, prese di posizioni e visioni dell’Università, con particolare riferimento alla legge 133, alla riforma Gelmini e alla proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio, provvedimenti in continuità con la progressiva precarizzazione del mondo della ricerca. A questi abbiamo chiesto di condividere una candidatura comune, mostrandoci disinteressati a ricoprire incarichi e senza chiedere nulla in cambio del nostro sostegno.

Di fronte all’impossibilità di costruire un fronte comune abbiamo deciso di astenerci, venendo meno a questo proposito solo nel caso in cui si fosse presentata la concreta possibilità di vittoria di quelle componenti che i suddetti provvedimenti hanno sostenuto e difeso, palesando un’idea di Università che riteniamo radicalmente diversa dalla nostra. Essendosi verificata questa possibilità al secondo turno abbiamo votato responsabilmente per Giovanni Vecchio, senza chiedere nulla in cambio ne’ nell’immediato, ne’ nel futuro.

Chi vuole, se gli piaccia, può chiamarla ‘vecchia politica’, ma per noi è semplicemente Politica: se si hanno idee e percorsi diversi non si stipulano accordi di potere in nome della nuova politica, di un malinteso bene comune e del superamento delle ideologie. Ciò non toglie che da domani in Consulta ci confronteremo con tutti e senza pregiudizi sulle questioni relative a Bari Città Universitaria.

La riprova della trasparenza della nostra posizione e del nostro percorso sta nel fatto che pur non avendo espresso alcuna candidatura abbiamo presentato un programma di intenti dei nostri lavori in Consulta (a cui rimandiamo) e che all’insediamento della stessa, non avendo nulla da nascondere, abbiamo chiesto che la votazione avvenisse con voto palese, cosa che non si è verificata per volontà di altri.

Concludiamo dicendo che la gazzarra seguita alle votazioni oltre a essere irrispettosa del luogo istituzionale all’interno del quale è avvenuta, rappresenta un perfetto esempio di quella cattiva politica da cui prendiamo le distanze nei fatti. Certi che sia stata un’eccezione e che nel prosieguo dei lavori della Consulta tutte le organizzazioni terranno un contegno diverso, rivolgiamo al Presidente e a tutti i membri della stessa gli auguri di buon lavoro". 

La nota è firmata da ADI Bari - Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca italiani

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

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